Phishing PagoPA: nuove campagne a tema multe diffuse tramite PEC compromesse

27/10/2026

multe PagoPA PEC

Nell’ultima settimana il CERT-AGID ha osservato diverse campagne di phishing che utilizzano caselle di posta elettronica certificata (PEC) compromesse per distribuire false richieste di pagamento a nome di PagoPA.

PEC di phishing PagoPA a tema multe

Negli ultimi due casi analizzati, il messaggio viene inviato da una PEC compromessa a un indirizzo di posta elettronica ordinaria (PEO), inserendo in copia circa 340 indirizzi PEC. In entrambi i casi, i collegamenti presenti nei messaggi conducevano a pagine fraudolente ospitate su infrastrutture riconducibili a un provider di hosting russo.

La comunicazione si presenta come un provvedimento amministrativo relativo a una presunta violazione del Codice della Strada. Il testo, caratterizzato da un linguaggio particolarmente formale e da numerosi riferimenti normativi, richiede il pagamento di 198 euro entro una scadenza ravvicinata, minacciando un aumento dell’importo a 268 euro in caso di ritardo.

Il messaggio presenta un pulsante denominato “Accesso al portale istituzionale” che conduce a un sito fraudolento, ospitato su un dominio con estensione .ru, che riproduce loghi e grafica di PagoPA.

Un falso portale con controllo della navigazione

Falsa pagina PagoPA per il pagamento della multa

Il sito invita la vittima a inserire i propri dati personali, tra cui nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo email e numero di telefono, per procedere al pagamento della presunta sanzione.

Da ulteriori analisi sono emersi elementi di particolare interessante: la presenza di un sistema che consente agli attaccanti di controllare da remoto il percorso di navigazione della vittima.

La pagina comunica con un pannello di gestione sul server ogni mezzo secondo, verificando la presenza di istruzioni per indirizzare l’utente verso ulteriori schermate. Tra queste figurano pagine potenzialmente dedicate alla raccolta dei dati delle carte di pagamento e dei codici di verifica bancaria.

setInterval(function(){
    $.post("../panel/classes/processor.php",
        {redirectionListener:1},
        function(data){
            redirect = data;
            if(redirect == 0){
                return false;
            } else {
                clearRedirections();
                window.location = targets[redirect];
            }
        });
}, 500);

Questo meccanismo potrebbe consentire ai criminali di guidare la vittima attraverso le diverse fasi della frode, adattando le richieste alle informazioni necessarie per completarla.

Oltre 1.800 campagne di phishing a tema multe per PagoPA e SEND

Andamento delle campagne a tema multe dal 21/04/205 al 27/10/2026

Il fenomeno delle false multe non è nuovo. Dal 21 aprile 2025 a oggi, il CERT-AGID ha censito 1.874 campagne di phishing, a tema multe, che sfruttano i nomi di PagoPA e SEND, individuando e distribuendo alle PA accreditate al Flusso IoC del CERT-AGID 14.279 indicatori di compromissione (IoC).

Le campagne che sfruttano nomi e loghi di PagoPA risultano quasi il doppio rispetto a quelle che impersonano SEND, confermando il persistente interesse dei criminali per i servizi digitali della Pubblica Amministrazione.

L’utilizzo di caselle PEC compromesse rappresenta un ulteriore elemento di attenzione, poiché può indurre i destinatari a considerare attendibili comunicazioni che, in realtà, sono state predisposte per sottrarre dati personali e bancari.

Il CERT-AGID ricorda che la provenienza di un messaggio da una casella PEC non garantisce la legittimità del contenuto e raccomanda di verificare eventuali richieste di pagamento direttamente attraverso i canali ufficiali degli enti interessati, senza utilizzare i collegamenti presenti nelle comunicazioni sospette.

Azioni di contrasto

Il CERT-AGID ha avviato le attività di contrasto con il supporto dei Gestori PEC. Gli Indicatori di Compromissione relativi alla campagna sono stati condivisi attraverso il Feed IoC del CERT-AGID con le strutture accreditate, al fine di consentire l’individuazione e il blocco tempestivo delle infrastrutture e degli artefatti coinvolti.

Si raccomanda di prestare attenzione alle PEC inattese che fanno riferimento a fatture, pagamenti o solleciti, anche quando il mittente appare legittimo.

Nel dubbio, le comunicazioni sospette possono essere inoltrate al CERT-AGID per le opportune verifiche.